I Cristiani Sono “Di Parte”?

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Are Christians Biased?

I cristiani sono spesso accusati di essere “di parte”, semplicemente perché crediamo nel soprannaturale, un’accusa che ha un certo potere nella nostra cultura pluralistica. Persone di parte sono viste come pregiudizievole e ingiuste, arroganti e troppo fiduciose verso la loro posizione. Nessuno vuole essere identificato come qualcuno che è prevenuto o supponente.

Ma non cadiamo nell’errore, tutti noi abbiamo un punto di vista; tutti noi abbiamo delle opinioni e idee che colorano il nostro modo di vedere il mondo. Chiunque ti dice che lui (o lei) è completamente oggettivo e privo di pregiudizi ha un altro problema, ancora più importante: è una persona bugiarda.

Chiunque ti dice che lui (o lei) è completamente oggettivo e privo di pregiudizi ha un altro problema, ancora più importante: è una persona bugiarda. Click To Tweet

La questione non è avere o meno delle idee, opinioni o punti di vista preesistenti, ma riuscire comunque a guardare le cose in modo oggettivo. E’ infatti possibile avere un parere preventivo e lasciare esso alla porta, così da esaminare la realtà in modo equo. In California, ad esempio, i giurati sono ripetutamente istruiti a “mantenere una mente aperta per tutto il processo” e non “lasciare che i pregiudizi di simpatia o dell’opinione pubblica influenzino la vostra decisione”. I tribunali quindi presuppongono giustamente che le persone hanno dei pregiudizi e sono influenzati dall’opinione pubblica. Nonostante questo, i giurati sono tenuti a “mantenere una mente aperta”. Lo stesso vale per ognuno di noi.

Quando ero scettico e ateo, non accettavo minimamente l’esistenza dei miracoli, avevo un fortissimo pregiudizio contro il cristianesimo. Il mio impegno per il naturalismo mi ha impedito di considerare la realtà in modo oggettivo, tuttavia dopo aver capito i pericoli dei pregiudizi lavorando nelle scene del crimine, ho deciso che avevo bisogno di essere onesto con le mie inclinazioni naturalistiche. Non potevo iniziare dalla conclusione e se le prove e gli argomenti mi indicavano la ragionevole esistenza di Dio, questa certamente apriva la possibilità del miracoloso. Se Dio esistesse, infatti, Egli sarebbe il creatore di tutto ciò che vediamo nell’universo e la creazione da parte di Dio sarebbe certamente a dir poco miracolosa. Per questo miracoli minori (come, per esempio, camminare sull’acqua o guarire un cieco) potrebbero non essere così impressionati se messi a confronto.

Per questo posso dire che la mia esperienza di detective mi ha aiutato a convertirmi alla fede cristiana. Certo, questo non significa che ora appena non riesco a trovare una spiegazione facile o rapida in modo “naturale” ricorro subito ad una spiegazione “soprannaturale”. Semplicemente sono aperto a seguire la ragione ovunque essa conduca, anche se indica l’esistenza di un progettista miracoloso.

Non sono un cristiano perché sono stato cresciuto in questo modo, sono cristiano perché riconosco questa strada come la verità. Click To Tweet

Non sono diventato cristiano perché ho subito ​​una distorsione preventiva a favore del cristianesimo. Anzi, sono cresciuto con un pregiudizio contro il cristianesimo. Non sono un cristiano perché sono stato cresciuto in questo modo, sono cristiano perché riconosco questa strada come la verità.

J. Warner Wallace è un detective di polizia, Senior Fellow presso il Colson Center per Christian Worldview, e docente di Apologetica presso la Biola University di Los Angeles. È autore di Cold-Case ChristianityGod’s Crime Scene, and Forensic Faith.

Altri articoli in italiano QUI. Traduzione originale QUI.

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